Un relitto medievale sui fondali del Lido

Un relitto medievale, una grande barca adibita al trasporto di massi che potrebbe risalire a mille anni fa, è stata scoperta nella bocca di porto di Lido, a pochi metri dalbacàn di Sant’Erasmo dove sono in corso i lavori del Mose. Ne parlavano da tempo i pescatori della zona, che avevano segnalato in quell’area nuovi reperti. Nei giorni scorsi la conferma. Un rapporto sul ritrovamento, che conferma la grande importanza della laguna anche dal punto di vista archeologico, è stato inviato alla Soprintendenza. Che ha disposto un sopralluogo per verificare l’entità del relitto e decidere il da farsi.
Non è il primo relitto di imbarcazione che affiora da quando le ruspe del Consorzio Venezia Nuova hanno cominciato a scavare per i lavori preliminari del Mose. A Malamocco e al faro Rocchetta i relitti sono stati conterminati e i lavori sospesi. L’ultima scoperta riveste una grande importanza, e potrebbe ora porre seriamente il problema della «bonifica» archeologica, in questo momento ferma per mancanza di fondi.
La barca, forse una galea o una rascona, è ancora in parte sommersa dal fango. I sommozzatori del Consorzio ne hanno scoperto alcune assi della chiglia affioranti, in ottimo stato di conservazione, a una profondità di sei-sette metri verso il canale navigabile. Sopra e tutto intorno, pesanti massi. Potrebbe trattarsi di un’antica imbarcazione addetta al trasporto dei massi dall’Istria. In quell’area di laguna si organizzava il trasbordo dalle barche grandi a quelle più piccole. E proprio in quella fase potrebbe essere successo l’incidente, per un ribaltamento o il cedimento del fondo per il troppo peso del carico.
Misteri sepolti per secoli, che ora vengono alla luce. Come il brigantino di Malamocco, gli altri relitti segnalati al Lido. I tanti resti di pavimentazione romana e di navi affondate nei secoli per le tempeste e le correnti mentre si avvicinavano al porto di Venezia. Un’area ricchissima di siti archeologici, risalenti all’epoca romana e medievale, quella della laguna nord. Ritrovamenti dovuti in larga parte all’opera di Ernesto Canal, facilitati dal fatto che la laguna nord è interessata da un minore apporto di sedimenti. E dunque i relitti a volte affiorano. E’ il caso della nuova nave da trasporto merci ritrovata in questi giorni. Uno «slittamento» dello scafo verso il centro del canale favorito forse dagli enormi scavi in corso sui fondali dalla parte dei moli e per la costruzione della nuova isola del bacàn da parte del Consorzio Venezia Nuova. Le draghe hanno anche scavato i fondali per piantare palancole e stendere geotessuto, e le correnti si sono modificate. Cosi i sedimenti mossi hanno scoperto le tracce della preziosa barca. Ora il problema sarà recuperare il relitto. Dopo averlo isolato e portato alla luce, sarà catalogato in tutte le sue parti. A quel punto, se ci saranno finanziamenti adeguati, potrebbe essere riportato alla luce, oppure cementato sul fondo come la galea scoperta a San Marco in Boccalama. Tornata sott’acqua in attesa di essere recuperata, restaurata ed esposta al futuro museo del Mare che dovrebbe trovar posto all’Arsenale.

fonte: https://ricerca.gelocal.it/nuovavenezia/archivio/nuovavenezia/2006/10/18/VM1VM_VM101.html