Tre relitti di navi veneziane da recuperare in Canal Grande

I tre relitti di navi veneziane – una trecentesca e due cinquecentesche – che si trovano sul fondo del Canal Grande, nell’area compresa tra Ca’ Pisani Moretta e la fermata Actv di campo Sant’Angelo potrebbero presto essere recuperate e restaurate grazie al finanziamento di un possibile sponsor.
La notizia si è appresa ieri a Ca’ Vendramin Calergi durante la presentazione del prezioso e documentato libro – edito dalla Marsilio e pubblicato dalla casa da gioco – e della mostra relativa ai ritrovamenti archeologici emersi nel 2004 nell’area del piccolo giardino occidentale del Casinò, durante lo scavo per la realizzazione delle vasche di accumulo e trattamento delle acque reflue.
Da esso sono emersi i resto di un casone dell’inizio del VII secolo dopo Cristo, una delle primitive abitazioni veneziane dei pescatori, con tanto di angolo per il focolare, canaletta esterna di scolo e palificazione circostante, che ci fa anche capire come il Canal Grande all’epoca fosse arretrato di circa trenta metri rispetto alla posizione attuale. Tra i reperti emersi dallo scavo, un pozzo di epoca bizantina, monete della stessa era, cocci di provenienza islamica utilizzati come materiale di bonifica, un anello d’osso, due ditali, una forchetta di epoca prerinascimentale. Interessanti anche i reperti di carattere vegetale, che testimoniano della presenza di piante e erbe oggi non più presenti nell’area lagunare. A presentare ieri l’iniziativa erano il presidente del Casinò Maurizo Pizzigati, il direttore regionale per i Beni Culturali e Paesaggisti del Ve neto, e il dottor Luigi Fozzati della Soprintendenza Archeologica del Veneto, che ha curato anche il volume sullo scavo di Ca’ Vendramin Calergi. E proprio a proposito dei numerosi scavi archeologici in corso a Venezia, grazie anche alla normativa che obbliga ad avviarli in occasione dell’apertura di cantieri che incidano sul sottosuolo lagunare, Fozzati ha fatto riferimento anche ai resti delle tre antiche imbarcazioni, individuate nel 1998 e tenute costantemente sotto controllo. Se a portarle alla luce è stata, infatti, l’erosione prodotta dai motori di vaporetti che fanno manovra in Canal grande nei pressi della fermata di Sant’Angelo, la stessa erosione rischia ora di danneggiare irreparabilmente gli scavi lignei. «Il Canal Grande – ha detto Fozzati – è un tesoro ancora in larga parte inesplorato, perché, non essendo mai stato dragato, conserva perfettamente ciò che è stato depositato sul suo fondo».
I tre relitti di imbarcazioni – di modesta dimensione – sono stati datati con il carbonio 14. La più antica, risalente al XIV secolo, si triva al centro del Canal Grande ed è anche quella più difficile da recuperare, proprio per la sua posizione.
Più semplice, invece, riportare alla luce lo scafo della fine del quattrocento e quello cinquecentesco, che si trovano a ridosso di Ca’ Pisani Moretta. ci sono, ora, buone speranze, che almeno questi due relitti possano essere riportati alla luce e restaurati, grazie all’arrivo di uno sponsor. (e.t.)

tratto da: https://ricerca.gelocal.it/nuovavenezia/archivio/nuovavenezia/2005/12/21/VM3VM_VM302.html

Servizio Lineablu 2002