Relitto Iulia Felix

20 giugno 1987 – 26 settembre 1999: due date miliari per la storia dell’archeologia subacquea e per la storia di Grado ed il perché è presto detto: corre fra queste due date la storia di Iulia Felix, la nave oneraria romana affondata a 6 miglia da Grado, e recuperata interamente dal fondale.

Nel caldo mattino del 20 giugno 1987 nell’ufficio aquileiese del Museo Archeologico alla dottoressa Paola Lopreato si presentano con una anfora Corradini del Gruppo Archeologico Veneto Orientale e Pietro Dal Forno del Gruppo Archeo-Sub di Marano Lagunare e raccontano che nel corso dell’inverno precedente un pescatore di Marano, Agostino Formentin ha rinvenuto i resti di uno scafo affondato probabilmente di età romana.

La dottoressa Lopreato, in quei mesi conduceva uno scavo nella cosiddetta zona delle “Piere de San Gotardo”, una zona dì mare a circa 600 metri dall’arenile principale.

Il Soprintendente di allora Pavan reperisce 30 milioni ed inizia così la prima campagna di scavi che conferma la validità del reperto. L’importanza di Iulia Felix risiede infatti, nel valore che non si hanno notizie di navi romane recuperate totalmente ed anche con un carico ricco di anfore che contenevano pesce in salamoia ma anche vetri da riciclare, che non sono mai stati trovati in altri reperti. Inoltre, fra il fasciame sono stati trovati dei capelli umani di color castano.

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Author: argouno